Intervista o Racconto? Tra le righe scopri Marta Giugliarelli ed MGFIT!

Aggiornato il: 29 lug 2020

Dalla danza al fitness fino al mondo digitale. Marta Giugliarelli con il suo progetto MGFIT continua a costruire nuovi percorsi. In un’intervista esclusiva la Coach si racconta, condividendo la sua esperienza e la sua trasformazione. Una professionista ma prima ancora una donna che sa ascoltare, coinvolgere, immergerti nei suoi movimenti e... nei suoi workout! Scopri la storia di MGFIT!






Tutte le storie hanno il loro inizio. Il tuo C’era una volta nel fitness?

“Come una storia d’amore che dura una vita, la mia per il fitness è cambiata, cresciuta, evoluta insieme a me. Ogni nuova sfida è un inizio, ma potrei trovare nella danza il mio C’era una volta. All’età di sette anni ho iniziato a ballare: era il mio primissimo approccio al mondo dello sport ma fin da subito l’ho sentito come un qualcosa che mi faceva stare bene e a cui io stavo bene. Non avevo il classico fisico da ballerina anzi ero un po’ in carne ma l’innata musicalità e la capacità di memorizzare al volo i passi mi hanno permesso di fare della danza il mio tempo giusto. E poi la prima esibizione, il primo spettacolo... la danza aveva fatto colpo su di me, un colpo di fulmine che ancora oggi mi fa battere il cuore.”



Da passione a lavoro, il passo è stato quindi lungo o breve?

“Direi naturale ma lungo. Ho lottato moltissimo per essere quella che sono e lotto tutt’ora per migliorare e apprendere ogni giorno competenze nuove. La danza è stata il mio punto fermo da sempre ma intorno a lei ho girato e girato costruendo un cerchio sempre più grande di conoscenza e skills: dopo un primo approccio al mondo universitario, ho deciso di rendermi autonoma e di lavorare; ho trovato un posto come segretaria in una palestra poi un giorno, uno come tanti, una delle coach stava male e andava sostituita… insomma mi sono ritrovata nelle vesti di istruttrice di acquagym. Ero super imbarazzata ma anche divertita, qualcosa mi si era acceso dentro e così decisi, io che come ballerina rifiutavo la palestra e avevo una concezione del tutto errata del fitness, di conoscere da vicino questo mondo. Alla Federazione Italiana Fitness ho fatto un corso di formazione dopo l’altro, affamata di imparare: ho fatto tanta gavetta, ho costruito nel tempo la mia metodica. E poi la vita ti sorprende… Un momento difficile e delicato in cui stavo per tagliare la corda con il fitness stesso è stato invece la mia porta sulla libertà: una porta che ho avuto il coraggio di aprire, di varcare grazie anche ai miei affetti e attraverso la quale sono arrivata ad essere libera. Attraverso la quale sono riuscita a lasciarmi alle spalle chi non riconosceva la mia attività e professionalità, a costruire e veder crescere davanti ai miei occhi il mio progetto: MGFIT”.


Si fa presto a dire Personal Trainer, dalla tua storia si percepisce la grande forza di volontà che ti spinge ogni giorno a lottare per ciò che sei: quali sono secondo te le caratteristiche che non possono mai mancare in chi sceglie di fare questo lavoro o meglio essere un Coach?

“Essere un coach significa riuscire a camminare insieme a chi si sta guidando, a chi si sta accompagnando nel percorso di Benessere, un Benessere composto da più componenti. L’empatia, la passione mordente, l’umiltà nell’approccio e la capacità di ascolto sono essenziali per chi vuole insegnare e trasmettere un metodo. Ma non solo perché il Coach fa ancora un passo in più, portando l’altro dove non poteva nemmeno immaginare di arrivare. Diffidate da chi dice che sia tutto facile e veloce: ci vuole tempo, dedizione e competenza per cambiare il corpo e trovare un proprio equilibrio”.


Hai avuto molte esperienze formative ma se dovessi scegliere quale ti ha arricchita di più?

“Sicuramente la danza. È una vera disciplina che porta il corpo e la mente a muoversi in armonia. È sacrificio, dedizione, senso del dovere. È la capacità di dedicare tanto tempo anche ad un singolo passo fino a che non diventa tuo, fino a che non lo senti tuo”.


Come vere fake news, anche nel mondo del fitness ci sono tanti miti da sfatare: quali sono i preconcetti che ti trovi puntualmente a smentire ogni giorno o quasi?

“È vero siamo bombardati da informazioni ma spesso queste non sono corrette anzi dannose, dei veri falsi miti da sfatare. Le più ricorrenti? Beh... Molte vorrebbero dimagrire ma solo in alcune zone: mi dispiace ma il dimagrimento localizzato non esiste, non si può decidere dove dimagrire o non dimagrire. E poi la velocità d’azione: per cambiare e migliorare il proprio corpo il percorso non è celere, bensì impegnativo. Ma è possibile, io ho visto su me stessa come e quanto il fitness e i miei workout mi abbiano trasformata in meglio”.


Per raggiungere risultati serve tempo e molta costanza: hai un consiglio da dare a chi vuole iniziare un percorso di fitness?

“Sì come dicevo appunto poco fa il primo consiglio è sicuramente non ossessionarsi: fare un percorso, darsi tempo di recuperare, sentire il proprio corpo, imparare a conoscerlo e integrare l’allenamento con un’alimentazione sana”.



MGFIT è un vero metodo di allenamento, il tuo. Cosa non manca mai nella lista dei tuoi workout?

“Riscaldamento e stretching. Il corpo ha bisogno di prepararsi all’allenamento e di recuperare dopo di questo: solo così il lavoro può dirsi completo”.


Allenarsi, in palestra e nella vita. La sfida più complessa che hai vinto? E quella che vorresti vincere?

“Avere e veder crescere un progetto proprio fatto a mia immagine e somiglianza è la mia sfida vinta, la mia libertà, la mia conquista quotidiana. Quella da vincere... Riuscire a vivere con meno ansie, meno timori, meno condizionamenti esterni.”

Scopri MGFIT e inizia il tuo percorso. Direzione? Benessere!

#mgfitprogram

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